Il FONDATORE GIUSEPPE RAMIRO MARCONE

Nato a S.Pietro Infine(CE) il 15 marzo 1882, ancora adolescente entrò nell’abbazia di S.Giuliano d’Albore (GE), ove emise la professione monastica il 30 novembre 1898.. Frequentò l’Ateneo di S.Anselmo a Roma dove,dopo la laurea, fu nominato docente di filosofia. Nel 1915 il Papa, Benedetto XV lo elevò a “membro decente” dell’Accademia romana di S.Tommaso.

La prima guerra mondiale lo strappò dai suoi studi. Vestì il grigio verde e  partì per il fronte come cappellano militare dei reparti impegnati nelle trincee sul Grappa. Per le sue doti non comuni ben presto i soldati impararono a considerarlo padre, fratello, amico, a cui poter confidare ogni loro pena e preoccupazione. Nacque così nel suo cuore quel progetto che, poi maturato nella preghiera, si concretizzò nella fondazione di una nuova Congregazione, che potesse accogliere le orfane di guerra non solo dell’Irpinia, ma di tutta l’Italia meridionale.

La nomina di Abate Ordinario di Montevergine, direttamente conferitagli dalla Santa Sede, lo raggiunse,inaspettata, in trincea  nel marzo 1918. Aveva solo 36 anni di età.

Assunse l’oneroso compito del governo abbaziale nel pieno vigore delle sue energie fisiche e morali e lo espletò lodevolmente anche negli anni della maturità e dell’età avanzata perché durò sotto il carico per ben 34 anni.

Il 16 maggio 1920 l’Abate Marcone ebbe la gioia di porre la prima pietra dell’Istituto “Maria SS. di Montevergine” a Mercogliano(AV) e dieci anni dopo, il 30 novembre 1930, con il consenso della Santa Sede l’Abate Marcone emanò il decreto di erezione della nuova Congregazione delle Suore Bernedettine di Maria SS. di Montevergine, alle cui cure volle affidare le orfane.

Il 16 luglio 1932  il maestoso edificio, appena inaugurato, accolse le prime orfane insieme con un piccolo drappello di giovani suore. Tra queste ben presto si distinse, per la sua ineguagliabile dolcezza e per il suo non comune spirito di abnegazione, la Madre Guglielmina Salcuni, la quale come superiora e maestra delle novizie, seppe incoraggiare,sostenere e formare intere generazioni di giovani.

L’Abate Marcone scrisse le Costituzioni e le Dichiarazioni, prospettando la vita monastica animata da un impegno educativo verso le bambine e le giovani.

Il 24 luglio 1941 il Papa Pio XII  lo mandò a Zagabria come rappresentante della Santa Sede presso l’episcopato croato. Missione difficile e delicata, che durò fino al 30 ottobre 1945, quando fu nominato il nuovo nunzio apostolico di Belgrado.

Le occupazioni apostoliche e pastorali non lo distolsero dai suoi studi: insegnò filosofia ai suoi chierici, religione nel Liceo classico di Avellino, scrisse un Corso di Religione per le classi superiori, fu Prefetto degli studi al Seminario regionale di Benevento.

Morì sulla breccia il 10 luglio 1952, nell’Ospedale civile di Arezzo. Lo colpì una trombosi nel treno,nel tratto Bologna-Firenze. Mentre tornava da Parma, dove aveva partecipato al capitolo generale della Congregazione monastica cassinese della Primitiva osservanza, e si recava a Roma per incontrarsi col ministro dei Trasporti On. Campilli, per espletare le ultime pratiche necessarie alla costruzione frlla funicolare Mercogliano-Montevergine.

Era il 10 luglio 1952.

Il cuore dell’Abate Marcone non fu meno grande della sua mente: donava ai poveri tutto quello che aveva. Quando non poteva disporre di altro dava i capi di vestiario del suo modesto corredo personale.

D’inverno non usava il mantello, perché dato a un povero non volle che gli fosse sostituito. Spesso si trovava senza scarpe e usava solo le pantofole.

A Montevergine come a Zagabria si fece stimare per la sua saggezza e amare per la sua bontà.

La bontà del suo grande cuore è il patrimonio più vero e prezioso che le  suore hanno ereditato dal loro Fondatore, per meglio raggiungere lo scopo della loro esistenza nel chiesa e nel mondo.

 

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